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ARTE E DESIGN DI PLASTICA

Arte e design di plastica

 

Amo Los Angeles. Amo Hollywood. Sono bellissime. Sono tutti di plastica, ma io amo la plastica. Voglio essere di plastica.”  Andy Warhol

La plastica: materiale onnipresente nelle nostre vite, tanto esaltato, quanto condannato, povero ma anche chic, a volte pop, altre di élite. Un materiale “miracoloso” che si trasforma da materia grezza a oggetto esteticamente perfetto e dall’elevata utilità.

Molti artisti e altrettanti brand del mondo del design non hanno potuto fare a meno di ricorrere, per la sua straordinaria versatilità e apparente semplicità, al materiale plastico. Se, infatti, i materiali convenzionali non permettono, a volte, di spingersi troppo oltre con la fantasia, la plastica consente di sperimentare e di conferire un twist contemporaneo a qualsiasi manufatto.

Per molti anni, è stata il simbolo dell’innovazione rivoluzionaria, plasmando l’immaginazione di designer e architetti in ogni parte del globo. Con la nobile idea di sfruttare le peculiarità proprie della materia stessa, ovvero leggerezza, trasparenza e duttilità, ci siamo però ritrovati a dover affrontare l’ingombrante problema dei rifiuti.

Il mondo dell’arte applicata ha cominciato a interessarsi ai rifiuti a partire dalla seconda metà del XX secolo. Recuperare e conservare gli scarti, trasformarli, lavorarli…questa dimensione intrinsecamente ironica dei rifiuti è stata subito compresa da molti artisti, i quali spesso giungono a un’interpretazione metaforica della condizione dell’uomo contemporaneo, egli stesso emarginato dalla società dei consumi e contemporaneamente sopraffatto dai suoi stessi scarti.

Per dirla con le parole di colui che è considerato a pieno titolo uno dei più grandi artisti del suo secolo, Andy Warhol: “I rifiuti costituiscono un vero e proprio mondo, speculare a quello delle merci, un immenso giacimento di grande valore creativo, oltre che un documento fedele delle nostre abitudini e del nostro stile di vita. Sono lo specchio della nostra società dei consumi, che riflettendosi in esso, può prendere coscienza di sé.”

In questo secolo la crisi globale relativa ai rifiuti di plastica rischia di spazzare via tutto l’immaginario legato a un materiale che ha fatto positivamente la storia; è necessario seguire la linea di diversi famosi artisti e ricorrere al grande potere della creatività per poter sperare in un cambiamento culturale universale.

Arte e design, infatti, possono essere perfetti complici sul piano della qualità dando vita a progetti innovativi che privilegiano materiali eco-consapevoli come le bioplastiche e favoriscano nuovi atteggiamenti d’uso quotidiano.

Vi è mai successo di rimanere impressionati e profondamente colpiti da un quadro, una scultura o un’istallazione? E di ricordarli vividamente, anche a distanza di anni? 

È il grande potere dell’arte: emozionare e far riflettere. Se poi le opere sono realizzate interamente in plastica e, perché no, anche dai suoi stessi scarti, il messaggio che si vuole lanciare appare molto chiaro: “la plastica e i suoi rifiuti possono assumere un valore incredibile, proprio come un’opera d’arte!”